Chi sono

Ciao! Queste righe dovrebbero servire a far capire qualcosa di me. Ma è difficilissimo. Io credo che il miglior modo per conoscere una persona (o comunque farsi un’idea il più coerente possibile su un individuo in quel determinato momento) sia quello di guardare quello che fa, come attraversa una strada, cosa pensa, e cosa mangerà a cena questa sera. Chi ha già spulciato tra le altre pagine del sito, forse si sarà fatto un’idea su di me. Per chi, invece, è appena arrivato provo a spiegare chi sono. Mi chiamo Gero e se dovessi “affibbiarmi” un’etichetta mi piacerebbe definirmi un “ascoltatore”. Si, oggi mi sento un ascoltatore e ascolto qualsiasi cosa mi circondi. Anche me stesso. Cerco di accontentare, nei limiti del possibile, tutto quello che mi chiedo. Sia a voce alta che a voce bassa. Nasco come attore e continuo ad esserlo: non un attore, ma uno che nasce come attore. Ho così tante cose da imparare che mi sento ancora al primo giorno. Sono praticamente dentro la mia incubatrice. Non chiedetemi “che tipo” di attore, per favore. Sarebbe come chiedere ad un bambino: “giocare come?”. Non ha senso. Ad un bambino importa giocare. Come, conta poco. Per i primi anni ho avuto la fortuna di fare soprattutto del Teatro, da quello più leggero a quello più “sperimentale”, come fa figo dire. Nel 2008 ho vinto il Palermo Teatro Festival con un monologo “Call Center Crisalidi” (regia di Gianluigi Cristiano) con il quale ho girato un po’. Dopo un paio di anni sono riuscito a portare in scena Chi (Ri)Esce, scritto da me e con le musiche di Nazario Di Liberto. Quella è stata una bellissima scommessa. Tra prove e spettacoli teatrali ho iniziato a cimentarmi con le esperienze sul set, sia di produzioni indipendenti (la mia preferita è l’Allunaggio Film dove ci lavora il mio regista preferito Pietro Vaglica) sia di produzioni un po’ più grosse dove sono riuscito ad acciuffare qualche piccolo ruolo. Il set è splendido, mi affascina, bisogna stare attenti a 50 milioni di cose contemporaneamente. Da qualche anno lavoro con Le Malerbe (Cristiano Pasca e Giovanni Mangalaviti), i miei compagni quotidiani di avventura con i quali mi avete visto, più o meno vestito, anche a Le Iene. Abbiamo iniziato facendo un’esperienza teatrale, poi ci siamo ritrovati a fare del “classico” intrattenimento in un locale fighissimo di Palermo (Il Palab, saluto Tiziano Di Cara e tutti). Divertire il pubblico credo sia una delle cose più difficili, folli e divertenti allo stesso tempo, una sfida che con altri amici portiamo avanti giorno dopo giorno. Oggi sento di nuovo il bisogno di giocare con la scrittura e forse anche per questo nasce iogero.it. Chissà se sto facendo bene, o male. Più me lo chiedo e meno lo so. Una delle poche cose che avverto di star imparando è la stima verso il tempo. Credo che niente sia più prezioso e mi accorgo di volerne sprecare sempre, fino a diventare maniaco. Ogni giorno provo ad inventarmi qualcosa di nuovo e penso nulla sia più originale della gioia che abbiamo dentro. Programmi per domani? Ho un sacco di idee, una macchina fotografica (così se mi viene in mente una foto o un video dei mei posso farli), un iPhone per prendere appunti, una pancia per emozionarmi e, soprattutto, c’è un mondo da ascoltare.

Gero