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Intervista al Libro: “ioGero e vi Racconto Storie

ESCLUSIVA!
Piccola intervista al mio libro “ioGero e vi Racconto Storie

io: Ciao
Lui: Ciao.
io: Eccoci qui. Faccia a faccia, anzi faccia a libro, finalmente. Fa un po’ strano a volerci pensare.
Lui: Un po’ si. Anche perché non si capisce chi è la faccia e chi è libro.
io: Hai ragione (imbarazzo). Vabbè dai rompiamo il ghiaccio e partiamo con le domande. Che dici?
Lui: Sono pronto.
io: Dunque, son passati sei mesi dalla tua uscita. Come ti senti?
Lui: Bene. Mi sento bene. E questa nel 2020 è una grande fortuna, direi.
io: Risposta saggia. Come ci si sente ad essere libro?
Lui: Ci si sente importanti. A volte mi chiedo se è tutto vero. Allora vado a leggere sulla mia carta d’identità per accertarmi che non sia uno scherzo o un sogno. È tutto vero. Sono un libro.
io: Come stanno i racconti?
Lui: I racconti crescono. O meglio, 44 erano e 44 restano i racconti. Però li vedi che adesso sembrano dei ragazzini.
io: E magari litigano..
Lui: Diciamo che discutono. Come se fossero in un condominio. Discutono, discutono, discutono. Fanno finta di litigare ma alla fine trovano l’equilibrio e finisce che fanno festa. Come dicono dalle vostre parti: “finisce a tarallucci e vino”.
io: Immagino. E in libreria? Come ci sente?
Lui: ancora più importanti, e in compagnia.
io: Cosa ti piace più di tutto della libreria?
Lui: Mi piacciono due cose. Mi piace il libraio. Passerei giornate intere a guardare il libraio. E poi, lo ammetto, mi piacciono certi occhioni che ti cadono di sopra e finiscono per portarti via con loro.
io: La cosa più strana che ti è successa in questi mesi?
Lui: Che una ragazza è entrata in libreria. Mi cercava ma non mi trovava. Allora ha chiesto al libraio. E il libraio gli ha detto che non esistevo. E lei è andata via.
io: E tu che hai fatto?
Lui: come prima cosa sono tornato a guardare la mia carta d’identità. Ricordavo bene. Sono un libro esisto. Poi ho chiamato alla carica tutti e 44 i racconti che porto con me. Ho detto di saltare al mio 3 e ci siamo lanciati dallo scaffale. Ci siamo lanciati per terra. A quel punto il libraio si è accorto di noi. È corso dalla ragazza che aveva appena chiesto di me e si è scusato. Si sono guardati negli occhi e si sono innamorati.
io: Ah!
Lui: Eh!
io: Ma è una storia vera?
Lui: Non sono domande che si fanno ad un libro come me.
io: Ultima domanda. Cosa ha chiesto a Babbo Natale?
Lui: Eh eh (ride). Non posso dirtelo perché poi non si realizza.
io: Dimmelo all’orecchio, così non lo legge nessuno.
Lui: A Babbo Natale ho chiesto tanti occhioni e tanti librai che si innamorano inseguendo un cliente.

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