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Gli applausi a Funcitedda

Quella del 2020 era l’estate che tutti lo sapevamo che sarebbe stata così.
Una piccola vacanzina per molti, senza andare troppo lontano però, in Italia.
Che dove ti giri e ti guardi intorno resti a bocca aperta.
L’ estate del 2020 era la rivincita per tutte quelle piazzette di provincia che ogni anno si svuotavano ed invece nel 2020 SOLD-OUT.
“Robba” che a Funcitedda, piccolo paesino in provincia di Vucca, spiazzò prima Mimmo e poi tutte le zanzare della zona.
Mimmo, infatti, che abitava da sempre in una panchina della piazza principale di Funcitedda, Piazza Santo Musso (l’unica piazza in realtà), si aspettava che il paese già abbastanza flaccido durante il resto dell’anno, si sarebbe svuotato del tutto una volta giunti al 30 di giugno.
Anche le zanzare, di conseguenza, erano convinte che dal 30 di giugno al 31 di agosto avrebbero potuto pizzicare soltanto Mimmo.
C’è da dire che almeno lo conoscevano e sapevano quale sangue avrebbero succhiato. Niente di eccezionale e niente di così terribile. Un sangue senza infamia e senza gloria.
Ma a sto giro sia Mimmo che le Zanzare si stavano sbagliando.
Non ci avevano capito niente.
Tante famiglie avevano scelto proprio Funcitedda come meta estiva e il paese, con l’avanzare delle settimane di luglio e agosto, cominciò a gonfiarsi di turisti.
Mimmo contento era, di vero cuore.
Anche perché lui era della scuola che dove mangiano trenta mangiano anche trentuno e in una piazza dove in genere c’è solo lui possono starci anche in cinquanta.
Le zanzare non erano contente, di più.
Non per sputare nel sangue che avevano succhiato sino a quel momento ma cenare ogni sera con il sangue di Mimmo le aveva un po’ stancate.
L’ arrivo dei nuovi turisti provocò l’acquolina in bocca alle zanzare e inutili si dimostrarono gli spray e i repellenti perché l’ordinanza comunale che imponeva l’utilizzo della mascherina in luoghi pubblici valeva anche per gli insetti e questo le rendeva invincibili.
Non ci poteva niente, tranne che gli “applausi”.
I turisti infatti, presi d’assalto, cominciavano a battere le mani con la speranza di scafazzarle.
Mimmo che non era per niente abituato a queste scene pensava che fossero applausi e ogni volta che sentiva qualcuno battere le mani se ne usciva con un inchino, oppure urlava “Grazieee”.
Mimmo ci prese gusto, quegli applausi lo facevano sentire importante finalmente, come mai si era sentito.
Le zanzare non erano abituate a vederlo così sorridente e spensierato e in segno di riconoscenza verso quello che lui, durante le estati precedenti aveva fatto per loro e il sangue che aveva donato loro, cominciarono ad attaccare i turisti in maniera ancora più fastidiosa.
La gente batteva le mani sperando di ucciderne qualcuna ma nessuna si faceva beccare. Ogni sera, in piazza Santo Musso, andava in scena lo spettacolo di Mimmo, che senza far niente (o forse facendo tutto) e con l’aiuto delle zanzare, riusciva a far battere le mani a tutti i presenti. Un battito di mani che si faceva sempre più intenso, ritmato e sfociava in un fragoroso applauso, al centro del quale c’era sempre lui, Mimmo. Il gigante.

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