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La nuvola non si ripete

La tavola rotonda era cominciata con un giro di acqua e zammù.
Perché con la mente fresca si ragiona bene ma con la bocca fresca si ragiona ancora meglio.
La tavola rotonda in realtà era un tavolino rotondo, di quelli in ferro battuto, un po’ traballante e con la vernice bianca che si stacca dalla superficie allo stesso modo in cui la pelle si scolla dalle spalle di chi ha preso una scottatura al mare.
La riunione era stata convocata da Mimmo e i partecipanti erano Mimmo e Woody.
Woody partecipava a tutte le riunioni: in 45 anni di bar non aveva mai saltato un appuntamento, nonostante nessuno gli avesse mai sentito pronunciare una parola.
In compenso era un grande ascoltare.
Ti fissava dalla prima all’ultima parola.
“Guarda che nuvole oggi Woody, guarda lì come si stanno gonfiando” esordì Mimmo.
“Perdona la convocazione d’urgenza Woody ma il satellite è impazzito all’improvviso. Li vedi tutti questi colori che si accendono? Sono tutti gli ammassi nuvolosi che si formano e li puoi vedere qui in tempo reale” provava a spiegare Mimmo mostrando il suo tablet a Woody che invece continuava a fissarlo sul volto e non aveva intenzione di spostare la sua attenzione sullo schermo.
“Se anche oggi succede quello che deve succedere, la mia teoria sarà ancora più credibile. Se tutto va come deve andare, domani corro a comprare un abito e faccio l’annuncio ufficiale”
Altro giro di acqua e zammù.
Mimmo, esperto oratore, aveva chiuso la sua introduzione con il classico tono che avrebbe invitato chiunque a fare una sola domanda “Di che si tratta?”.
Chiunque tranne Woody che invece restò impassibile e in silenzio.
Silenzio e uno, silenzio e due, silenzio e tre pensò Mimmo sperando un po’ nel miracolo, che purtroppo non arrivò.
“Tu a questo punto dovresti chiedermi di che si tratta? Ma io ti conosco Woody, io lo so che tu me lo stai chiedendo in silenzio e quindi me lo chiedo io per te. Di che si tratta?” Si autodomandò alla fine.
Mezzo giro di acqua e zammù, fazzoletto sulla fronte e sui baffi per rendere ancora più solenne il momento e via: “Guardale. Guardale. Le vedi? Guardale bene. Sai quanti studi ci sono sulle nuvole? Tanti. Tantissimi. Ma soltanto Mimmo si è fatto una domanda.
Ho cominciato a studiarle che ero basso come questo tavolino e a prendere appunti: elefante, aquilone, rubinetto con e senza sifone, tazza, termosifone, globulo bianco, automobile, libro, lampadina, scarpa, sedia, forchetta, pesce spada, vulcano, pietra, pallone da calcio, pallina da tennis, angeli e madonne, penna, fuoco, lucchetto, piuma, bullone, orologio a cucù, bicicletta, ghiacciolo, e caro Woody posso continuare con un elenco che comincia adesso e finisce quando avrò detto i nomi di tutte le cose.
Woody hai capito? Ti dico un segreto, ma te lo devi tenere almeno sino a domani. Dammi il tempo di comprare il vestito per l’annuncio: Ogni nuvola può diventare quello che vuole. Ma la cosa ancora più speciale è che ogni nuvola non diventerà mai per due volte la stessa cosa. La nuvola cambia sempre. Non si ripete”

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