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Tre, due, uno…

Certo che me lo ricordo.
Quando l’Agenzia Spaziale ha annunciato la data, io mi son precipitata immediatamente davanti al calendario lunare, che poi sarebbe il mio.
L’ ho fatto in un momento in cui nessuno potesse accorgersene, giusto per evitare di aggiungere altri casini a quelli che già avete sulla Terra: 27 maggio 2020…. 27 maggio 2020…. 23%: yesssss!!
“Il 27 Maggio del 2020 io sarò al 23% del mio sviluppo. È poco, è vero. Ma avrò quello che mi servirà: gli occhi.”
Quindi, adesso che posso vedervi, mi presento.
Ciao a tutti, io sono la Luna, e sono pronta a godermi lo spettacolo.
Con i miei occhi potrò entrare dentro tutte quelle che case che guarderanno in diretta il lancio della navicella SpaceX, in partenza dalla base di Cape Canaveral alle ore 22:33 (Ora Italiana).
Quello di questa sera è uno di quegli eventi che io chiamo calamita.
Molti di voi infatti, senza neanche accorgersene, si ritroveranno a seguire i preparativi del lancio e il countdown più importante tra tutti i countdown. Per qualche istante resteremo col fiato sospeso e dentro di noi faremo un grande in bocca al lupo all’equipaggio in partenza. In silenzio.
Anche io, che sono la Luna e sono abituata alle cose in grande, mi incanterò.
Ma io guarderò dentro le case, andrò alla ricerca di quel bambino che davanti alla tv o col tablet sulle ginocchia, rimarrà stregato da quelle immagini e col dito seguirà la traiettoria della navicella, senza mai farsela scappare, sino a quando le telecamere riusciranno a riprenderla.
Poi dovrà affidarsi all’immaginazione.
Che sembra poca roba ma è quella che gli darà la forza e il coraggio di voltarsi verso i suoi genitori e fargli pronunciare: “Mamma! Papà! Io voglio fare l’Astronauta.”
Caro bimbo, io ti sto cercando. Io sono la Luna. Preparati a partire!


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