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SuperPapà

“Io sono un babbo.
Un papà.
Quanti saranno i papà in questo mondo in questo preciso momento?
Tre miliardi? Ecco, io sono uno di quelli.
Provate ad immaginare un puntino in mezzo a tre miliardi di puntini.
È così difficile individuarlo che viene quasi impossibile immaginarlo.
Senza contare i papà negli altri mondi (davvero vogliamo continuare a pensare che siamo i soli in questo universo?), quelli che se ne sono già andati e quelli che stanno per diventarlo. L’ elenco si farebbe infinito.
Un puntino.
Oggi mi sento un puntino praticamente invisibile”.
Questo è stato il mio primo pensiero alle 6:18, una volta aperti gli occhi nel buio della camera da letto.
La sveglia sarebbe dovuta suonare alle 6:20 ma son mattine in cui ci si sveglia prima che la suoneria dello smartphone faccia il suo dovere.
Sarà l’adrenalina? O la paura? Insonnia?
Non lo so.
Non mi interessa come si chiama.
È la mamma che si alza per prima. Come tutte le mattine.
Non sono giornate facili per chi lavora in ospedale.
Ma sono le più importanti. Su questo non si discute.
Oltre la tapparella cominciano ad accendersi i primi rettangoli di luce.
Io resto a letto e continuo a immaginarmi come un puntino minuscolo, microscopico.
Un puntino così piccolo che è impossibile trovarmi in mezzo ad un lettone così grande a volte più del deserto, a volte come il mare.
Il mondo dietro la tapparella adesso è tutto illuminato.
Tocca a lui. Tocca ad Andrea che piano piano comincia a rigirarsi su se stesso e all’improvviso apre gli occhi e la prima cosa che guarda è proprio la finestra da cui filtrano le lame di luce.
Poi, con un gesto che ormai conosco a memoria, si volta dove sa che può trovarmi e mi trova.
I suoi occhi, due cerchi giganti marroni, mi cercano.
E io non posso permettermelo di essere un puntino invisibile.
Non posso rischiare di bucare un appuntamento cosi importante.
Io devo essere un gigante, enorme, così da farmi trovare il prima possibile.
Andrea mi trova
Subito.
E va tutto bene così.
Spalanchiamo la finestra.
Oggi c’è un sole bellissimo.
Restiamo a casa e ordiniamo un ukulele on line.

L’ illustrazione che vedete qui è sotto è di Irene Roggero, che oltre a dimostrarsi la mia illustratrice preferita, si sta rivelando una fantastica compagna d’avventura in questo mondo chiamato Scrittura.

Si tratta di una Colouring Page che potete colorare e sul quale potete continuare a disegnare. Per riceve il file di stampa scrivetemi in privato.

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