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L’amore mica sciopera

L’ atmosfera ricordava un po’ quella che si viene a creare ogni 31 Dicembre, nel pomeriggio, quando le persone senza neanche accorgersene, cominciano lentamente ad accelerare il proprio passo e poi a correre sino a saltare a bordo di quel treno che li porterà prima a casa poi e nel nuovo anno.
L’ atmosfera era proprio quella, con le uniche differenze che invece del 31 dicembre era un semplice venerdì d’ottobre e quello che stava per cominciare non era il nuovo anno ma l’ennesimo sciopero dei mezzi. Vittorio li avrebbe voluti incontrare uno per uno quei famosi sindacalisti che programmano gli scioperi dei mezzi al venerdì. Li avrebbe voluti incontrare per fargli il suo bel discorso che aveva scritto quando andava al liceo e il mondo si divideva ancora in comunisti e democristiani e lui si era seduto dalla parte dei democristiani. In realtà, si era seduto da quella parte soltanto perché ci si erano seduti anche suo padre, il padre di suo padre, e il padre del padre di suo padre e così via sino ad arrivare al padre più in testa a tutti che per i democristiani appunto è Dio e Dio quindi era il primo iscritto ai democristiani (fila come ragionamento?).
Se Vittorio però, questa volta, avesse incontrato per davvero un sindacalista gli si sarebbe messo in ginocchio e lo avrebbe supplicato di scioperare il più possibile. Perché lui aveva bisogno di tempo e aveva puntato tutto sulla soppressione del treno che avrebbe portato a casa lui e Valeria. Valeria, è una donna bellissima. Nella foto la vedete di spalle, accanto a Vittorio. Lavorano insieme da 12 anni e si conoscono da quando andavano al liceo, quando il mondo si divideva tra Don Camilli e Pepponi e Valeria era una Peppona. Peppona da generazioni. Eppure, se fosse stata lei questa volta ad incontrare un sindacalista gli avrebbe detto di smetterla con sti scioperi al venerdì e, in ginocchio, lo avrebbe supplicato di far partire quel treno che li avrebbe riportati a casa. Sommando gli anni del liceo, università e lavoro diciamo che son 24 anni che Vittorio e Valeria si conoscono e 24 anni che Vittorio sta cercando le parole giuste per spiegare a Valeria che potrebbero stare insieme.

Mancano poco meno di 15 minuti all’inizio dello sciopero. Il loro treno, se puntuale, avrebbe ancora tutto il tempo di arrivare e ripartire senza essere soppresso. Valerio prega in silenzio, prega che quel treno arrivi dopo l’inizio dello sciopero e non riparta mai più. Nel frattempo cerca anche le parole giuste da dire a Valeria. Ma è un uomo e quando si tratta di fare due cose contemporaneamente va in confusione. Quindi si confonde. Vittorio è confuso. Valeria è concentrata. Spera ancora in quel treno e nel mentre pensa a come organizzare la riunione di domani. È una donna e potrebbe fare altre quattro cose contemporaneamente ma non vuole umiliare e mettere troppo in imbarazzo Vittorio.

Tre minuti alle 18. Gli annunci dell’imminente sciopero si fanno sempre più frequenti. Vittorio, invece di trovare le parole giuste per Valeria, si lascia distrarre dalla musica in diffusione, che va su e giù di volume tra un annuncio e l’altro. Gli pare di conoscerla quella canzone. Sì, è Cremonini. Non è il suo genere ma potrebbe canticchiarlo sotto la doccia. Appena ho scritto doccia, Vittorio ha subito pensato che è finito il bagno schiuma in casa.

Vittorio concentrati!!!

Vittorio mette da parte il bagno schiuma e torna a concentrarsi sulle parole da dire a Valeria ma la sua mente inciampa ancora una volta sulla canzone di Cremonini che nel frattempo è arrivata nel punto in cui fa “E poi succede che stiamo bene insieme, senza nessun perché…”

E all’improvviso il silenzio.
Le 18 in punto.
Comincia lo sciopero.

Tutto ciò che circonda Vittorio e Valeria diventa sfocato. Il fuoco è soltanto su loro due, sui volti, sulle labbra di Valeria e su quelle di Vittorio.
Sono quelle di Valeria che si schiudono per prima:
“E quindi?”
Vittorio sta per rispondere con una marca di bagnoschiuma con cui ultimamente si trova molto bene ma in quel preciso istante, un sindacalista gli si ferma a fianco e gli suggerisce qualcosa all’orecchio. Poi va via. Vittorio prende fiato e apre anche lui le labbra: “E poi succede che stiamo bene insieme, senza nessun perché…”

Questa è una storia totalmente inventata. Gioco della fantasia. Di vero c’è soltanto che oggi è un venerdì d’ottobre e c’è lo sciopero generale dei mezzi. Vittorio e Valeria sono a bordo di un taxi. Tra qualche minuto arriveranno alla stazione centrale di Milano, dove si respira un’aria particolare. Sembra quasi il pomeriggio del 31 dicembre.
Dedicetelo voi cosa è vero e cosa no.

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