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Ode e… odio al “precisino”

Prima della sua dipartita, ha già ben suddiviso il volume del suo trolley: in alto a destra le mutande, impilate rigorosamente secondo gradiente cromatico.
Delle camicie poi è il turno che, disposte a fianco dei calzini, vanno a ricreare lo storico stemma della famiglia d’appartenenza.
Un velo di amuchina, ogni 30 minuti, lubrifica, purifica e ravviva lo schermo del suo smartphone, così da far risplendere al meglio il giardino delle sue app, tutte rigorosamente aggiornate.

E dall’altra parte della strada invece ci sono io che, mannaggia a me, il figo ho voluto fare degustando un veloce e leggero “gelatino per pranzo”, ma ancor prima che la mia curiosa lingua abbia incontrato il cremoso e dolce pistacchio ecco che tante, tantissime gocce del dolce pasto, sono già atterrate sulle mie mani, sulla maglia, sui jeans, sulle scarpe, sulla schiena, sui glutei e sullo schermo dello smartphone che non riuscirò mai più ad aggiornare a causa dello strato di pistacchio.
Mortacci a me, ma più mortacci a loro!!

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